Epifanicamente
- don luigi
- 3 giorni fa
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Cenacolo poetico

Epifanicamente
Epifanicamente
accade Dio tra noi
quando, nell’oggi della fede,
il cuore dell’uomo
si fa culla d’amore
per lui.
Luigi Razzano
Iconologia poetica
Una semplice sestina in versi sciolti, caratterizzati da uno stile libero, come lo Spirito che l’ha ispirata, quella che viene proposta in questa circostanza liturgica dell’Epifania, con la quale l’autore rivisita radicalmente una sua precedente versione. Chiave interpretativa dell’intero testo rimane il temine epifania che qui viene usato nella forma aggettivante, teso a evidenziare l’atto rivelativo di Dio nel suo continuo divenire storico. In questo senso l’epifania non avviene una volta e per sempre, ma costituisce un evento in continua evoluzione fenomenica. Si tratta di una “manifestazione sensibile della divinità”, come emerge dal suo significato etimologico, caratterizzata dallo splendore che promana dalla luce divina e irraggia e inonda l’uomo rendendolo partecipe della sua vita.
Immediati sono i riferimenti evangelici e più specificamente giovannei, che fanno da sfondo teologico alla poesia, dove l’evento epifanico acquista una connotazione chiaramente cristiana: “Dio, nessuno lo ha mai visto / il Figlio unigenito, che è Dio / ed è nel seno del Padre, / è lui che lo ha rivelato” (Gv 1,18), attraverso la sua carne umana (cf. Gv 1,14). Per questo egli può, a buon ragione, essere considerato l’“Irradiazione della gloria divina e impronta della sua sostanza” (cf. Eb 1,3).
Luogo imprescindibile di questo evento manifestativo divino è la cella segreta del cuore, dove lo spirito umano, fecondato dallo Spirito di Dio, crea i presupposti che danno origine a quella relazione tra Dio e l’uomo comunemente definita in termini di fede, alla cui luce è possibile dare una lettura interpretativa dell’evento divino. Ed è in questo connubio umano-divino che “accade Dio … / nell’oggi” della storia, la cui presenza si rende visibile e attuale ogni qualvolta “il cuore” dell’uomo “si fa / culla d’amore / per lui”. Un’estasi d’amore dunque la fede, grazie alla quale ogni uomo ha la possibilità di udire, vedere, toccare e contemplare il Verbo della vita (cf. 1Gv 1,1) che abita corporalmente in mezzo agli uomini. Ne scaturisce una poesia carica di speranza che invita a leggere la storia come una progressiva manifestazione del misterioso disegno d’amore di Dio, malgrado i drammatici eventi umani che si susseguono nel tempo e sembrano contraddirne la lettura interpretativa.
Poiefilo




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