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Luigi Razzano
Apparizioni pasquali
Quando l’aurora
volge al declino la notte
e l’alba dirada nel cielo
fugaci bagliori di luce,
stanno le donne
in attesa davanti al sepolcro.
Turbate e con lo sguardo
di là della pietra,
silenti, tra loro,
bisbigliano ancora
dolenti parole d’amore.
Un repentino brusio di mistiche voci,
inatteso, aleggia nell’aria
come un fruscio di vento leggero;
e quella pietra,
per tutti, sigillo di morte,
trasforma, per esse,
in ventura divina la sorte.
Sbigottite ora vanno
lodando tra gli astanti l’evento,
ma lei, di rimando,
geme vegliando la tomba
e col cuore fremente d’attesa
ne ode stupita la voce:
“Maria”, il Risorto le dice
ed ella sorpresa,
sprizzando di gioia,
irraggia per prima
del Verbo la gloria.
“È Pasqua!”
Erompe di grido la Vita.
Poi viene la sera,
quando spiegata,
la Parola si fa
pane spezzato nel mondo:
mistica essenza
di Cristo nel tempo.
Apparizioni pasquali
Quando l’aurora
volge al declino la notte
e l’alba dirada nel cielo
fugaci bagliori di luce,
stanno le donne
in attesa davanti al sepolcro.
Turbate e con lo sguardo
di là della pietra,
silenti, tra loro,
bisbigliano ancora
dolenti parole d’amore.
Un repentino brusio di mistiche voci,
inatteso, aleggia nell’aria
come un fruscio di vento leggero;
e quella pietra,
per tutti, sigillo di morte,
trasforma, per esse,
in ventura divina la sorte.
Sbigottite ora vanno
lodando tra gli astanti l’evento,
ma lei, di rimando,
geme vegliando la tomba
e col cuore fremente d’attesa
ne ode stupita la voce:
“Maria”, il Risorto le dice
ed ella sorpresa,
sprizzando di gioia,
irraggia per prima
del Verbo la gloria.
“È Pasqua!”
Erompe di grido la Vita.
Poi viene la sera,
quando spiegata,
la Parola si fa
pane spezzato nel mondo:
mistica essenza
di Cristo nel tempo.